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Il corpo strumento · III

I centri, e la cautela

I sette cakra, i fiori di loto, e l'avvertenza che li accompagna


Questa è la pagina del sito che si presta di più a essere letta male, e per questo l'avvertenza sta prima della tabella e non dopo.

Prima di leggere Questa pagina riporta due elenchi storici e la cautela che uno dei due autori vi associa. Non è una guida, non contiene esercizi, non descrive tecniche e non dice a nessuno che cosa fare. Chi cerca istruzioni operative non le troverà qui, e la ragione è scritta in fondo alla pagina.

I sette centri

La tradizione indiana chiama cakra, ruote, sette centri disposti lungo la colonna vertebrale, e li descrive come una mappa del corpo energetico molto più dettagliata dei quattro corpi steineriani. Steiner li chiama fiori di loto, e in Macrocosmo e Microcosmo li elenca usando la corrispondenza orientale come punto di riferimento, cioè dichiarando di prendere in prestito una nomenclatura che non è la sua.

I sette centri nei due elenchi
CentroPosizioneQualitàPetali, in Steiner
SahasraraCoronaConnessione cosmicaIl centro della testa, mille petali
AjnaFronteVisione, intuizioneIl centro della fronte, due petali
VishuddhaGolaComunicazione, veritàIl centro della gola, sedici petali
AnahataCuoreAmore, connessioneIl centro del cuore, dodici petali
ManipuraPlesso solareVolontà, potereIl centro del plesso solare, dieci petali
SvadhisthanaSacraleSessualità, creativitàIl centro sacrale, sei petali
MuladharaBase della colonnaSopravvivenza, radicamentoIl centro della base, quattro petali

Le corrispondenze fra i sette centri e i quattro corpi, così come la nota tematica le riporta, stanno nella tabella della pagina d'apertura di questa sezione. Sono un accostamento fra due sistemi con un numero diverso di regioni, e vale per loro tutto quello che dice Il numero è la mappa.

La cautela

Steiner descrive lo sviluppo dei fiori di loto come risultato naturale del lavoro morale e meditativo, e mette in guardia contro qualsiasi tentativo di svilupparli deliberatamente attraverso tecniche yogiche o di respirazione senza la preparazione morale corrispondente. La ragione che dà non è ascetica: un centro aperto senza un Io purificato produce squilibri, non illuminazione. Nelle sue parole, forzare questo sviluppo è particolarmente pericoloso nell'epoca presente.

Questa avvertenza è del 1910, viene da un autore che credeva alla realtà di ciò che descriveva, ed è rivolta a chi condivide le sue premesse. Il sito la riporta per la stessa ragione per cui riporta la mappa: perché appartiene al documento. Chi non condivide le premesse ne ricaverà comunque un'informazione storica utile, cioè che dentro quella tradizione l'elenco dei centri non è mai stato dato come un manuale.

Il Doppio

Nello stesso ciclo di conferenze compare un'altra figura, e conviene nominarla qui perché appartiene allo stesso territorio. Il Doppio è la proiezione delle forze oscure dell'essere umano, resa visibile da un altro piano: non un essere indipendente, ma la propria natura non integrata vista dall'esterno. Ciò che Jung chiama ombra le somiglia per struttura, e la gnosi islamica descrive nel qarīn una figura affine. I tre registri restano distinti, e il sito li tiene distinti.

I termini di questa paginaFiori di loto · Il Doppio · Guardiano della Soglia · Corpo astrale
Il passo seguente

Segue Le proporzioni, il corpo come oggetto di contemplazione, e non come specchio.

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