Questa è la mappa che rompe la serie, e per questo sta al quinto posto e non prima. Schwaller non conta i corpi dell'essere umano: sostiene che il corpo umano non è semplicemente un organismo, è un testo. Le proporzioni del corpo codificano le stesse proporzioni cosmiche che gli Egizi hanno costruito nel tempio di Luxor. Il titolo francese ha un doppio senso che l'italiano conserva: il tempio dedicato all'uomo, e il tempio che è l'uomo.
I gradini
- L'identità strutturalela tesi centrale
Le misure del tempio di Luxor, rilevate in quindici anni con precisione millimetrica, corrispondono alle proporzioni di un corpo umano. Il sancta sanctorum è la testa, la grande sala ipostila è il torso, le colonne hanno misure che corrispondono alle ossa delle gambe. Non è simbolismo nel senso ordinario, dove il tempio rappresenta l'uomo: è identità strutturale, il tempio è l'uomo cristallizzato nella pietra secondo le stesse leggi proporzionali che governano la biologia.
- Il numero irrazionale come realel'inversione
La matematica ordinaria tratta i numeri irrazionali come approssimazioni di qualcosa che non si può raggiungere esattamente. Schwaller inverte: gli irrazionali sono la realtà, sono le proporzioni che governano la vita organica, la crescita biologica, l'architettura cosmica. I razionali sono le approssimazioni.
- Il simbolismo funzionale symbolisme fonctionnelil simbolo che non rappresenta ma partecipa
Contrariamente al simbolismo convenzionale, dove un'immagine sta per un concetto, il simbolismo funzionale è strutturale: il simbolo funziona come la cosa che rappresenta, e ne condivide la struttura. Il geroglifico dell'occhio non rappresenta la vista, è la vista in forma scritta. I testi egizi non sono allegorie da decodificare ma documenti di struttura, da leggere come un ingegnere legge un progetto.
È la stessa mossa che il Sepher Yetzirah fa con le lettere ebraiche, per una via del tutto diversa.
- L'intelligenza del cuore intelligence du cœurla facoltà con cui questa mappa si legge
Contro l'intelligenza del cervello, analitica e discorsiva, che separa per comprendere, Schwaller pone una facoltà sintetica che coglie le relazioni e le proporzioni senza passare dal ragionamento. Non è emozione: è un modo di conoscere che precede la separazione fra sentire e pensare. La identifica con la facoltà che gli Egizi chiamavano Hati, distinta dall'intelletto (Ab) e dall'anima (Ba).
Il «pensiero vivente» di Scaligero descrive la stessa facoltà da un'angolazione diversa: uno attraverso la geometria e l'arte, l'altro attraverso la filosofia e la meditazione.
Le proporzioni del corpo
Il rapporto fra l'altezza totale del corpo e quella dall'ombelico alla testa è la sezione aurea. Le stesse proporzioni si trovano nelle spirali della galassia, nel guscio del nautilus, nella crescita dei girasoli. Gli Egizi costruivano i templi su queste proporzioni perché il tempio dovesse essere vivo, cioè partecipare dello stesso principio di vita del cosmo e del corpo.
Quello che solo questa mappa dice
È l'unica mappa del sito che si può misurare con un metro. Ed è l'unica che non ha gradini: se le altre rispondono alla domanda «di quanti piani sono fatto», questa risponde a una domanda diversa, «secondo quale legge sono fatto», e le due domande non stanno nella stessa colonna.
La fonte
R. A. Schwaller de Lubicz (1887-1961), Il Tempio dell'Uomo, La Scienza Sacra dei Faraoni. La mappa conta nessun piano: un rapporto.
- Il Tempio dell'Uomo, R. A. Schwaller de Lubicz
- La Scienza Sacra dei Faraoni, R. A. Schwaller de Lubicz
La mappa seguente è Le membra e i pianeti, agrippa: il corpo come catalogo di corrispondenze.
- Le proporzioni come oggetto di contemplazione, dove questa mappa diventa una pratica
- La tavola comparata, dove questa mappa occupa una riga a parte perché non entra nelle colonne