Di tutti i luoghi del corpo in cui le mappe di questo sito potrebbero incontrarsi, il respiro è quello dove l'incontro costa meno. Non perché le tradizioni dicano la stessa cosa, ma perché qui parlano di qualcosa che chiunque può osservare senza credere a nulla.
Due nomi, e quello che hanno in comune
Nelle Upanishad il secondo involucro è il pranamaya kośa, fatto di prāṇa. La precisazione è la prima cosa da fare, perché la parola viene tradotta male: il prāṇa non è l'aria che si respira, è la vita che circola nell'aria, nel cibo e negli esseri. Il respiro è il suo veicolo più evidente, non la sua definizione, e il suo governo attraverso il respiro, il prāṇāyāma, è uno dei fondamenti dello Yoga.
Nella mappa steineriana il corpo eterico è il principio che mantiene vivo il corpo fisico, e porta la crescita, la guarigione e la memoria biologica. Fra i due termini il sito mette la parola specchio, non un segno di uguale: sono corrispondenze funzionali, non traduzioni. Ma il respiro è il punto in cui le due descrizioni indicano uno stesso fenomeno osservabile, ed è per questo che compare in entrambe le tradizioni con lo stesso peso.
Il fenomeno, prima delle dottrine
Che il respiro cambi con lo stato interiore non è una tesi esoterica: è un fatto che si verifica in dieci secondi. Cambia di ritmo con la paura, di profondità con l'addormentarsi, di luogo con la tensione. È l'unica funzione del corpo che sta a cavallo fra ciò che accade da sé e ciò che si può fare apposta, e questa doppia natura è la ragione per cui tutte le tradizioni che parlano di un piano intermedio fra corpo e anima lo mettono lì.
Che cosa dice il testo dell'autore
Il respiro è il punto di incrocio tra il corpo fisico (i polmoni) e il corpo eterico (il prana, la forza vitale). Nessuna pratica spirituale seria può ignorarlo. Non come pranayama formale (che richiede guida specifica) ma come attenzione: ogni mattina, cinque minuti di osservazione del respiro, non controllarlo, solo osservarlo. Notare: dove va il respiro quando c'è tensione? Dove quando c'è pace?
Da Il corpo come strumento spirituale, nota tematica della Biblioteca Ascesa
Segue L'abitudine si scrive nel corpo vitale, perché per steiner la regolarità non è una virtù morale.
- I cinque involucri, dove il prāṇa è un piano e non un gesto
- L'abitudine si scrive nel corpo vitale