sanscrito: आत्मन्, ātman, «sé», in origine «soffio»
Il sé profondo, distinto dall'io empirico fatto di corpo, pensieri ed emozioni. Le Upanishad lo riconoscono identico al Brahman: è il cuore della non-dualità. Non è un sesto involucro: è il puro Soggetto che tutti li permea. Da non confondere con l'anima della teologia cristiana, che resta creaturalmente distinta da Dio: questa differenza è materia viva del confronto fra le due rive, non un difetto di una delle mappe.
Si trova scritto anche: ātman, atma, se profondo.
I termini vicini
- vedi ancheBrahman
- vedi ancheTat tvam asi
- vedi ancheNeti neti
- specchioIo
- specchioNeshamah
Dove lavora
ProvenienzaQuesta voce esisteva nel lessico di Athanor ed è un termine del corpo: qui ha la sua casa. In Athanor deve restare un rimando e non una copia, altrimenti le due voci divergeranno.